LA STRATEGIA ENERGETICA COSTA TROPPO, DÀ TROPPO POCO E NON CENTRA L’OBIETTIVO
Le associazioni economiche esprimono un chiaro NO alla nuova Legge sull’energia

La nuova Legge sull’energia, che sarà posta in votazione popolare il prossimo 21 maggio, porta alla Svizzera troppi svantaggi. Questa è l’opinione di buona parte dell’economia svizzera. La Legge sull’energia non dà risposte sul come, in futuro, la Svizzera potrà approvvigionarsi con energia elettrica, in particolar modo durante i mesi invernali. Si gonfia un costoso ed inutile meccanismo di sussidi, i costi per l’energia elettrica aumentano per le aziende e per la popolazione e si provoca un’ulteriore marea di norme. Per questi motivi, diverse associazioni nazionali hanno costituito il “Comitato economico contro la Legge sull’energia” e raccomandano alle elettrici e agli elettori di depositare nelle urne un chiaro NO.

In occasione di una conferenza stampa, i rappresentanti di diverse associazioni economiche svizzere hanno lanciato oggi il “Comitato economico contro la Legge sull’energia”. Hanno indicato i motivi per i quali, da un punto di vista economico, la Legge sull’energia dev’essere bocciata. Essa ha un costo troppo elevato, porta poco e non centra assolutamente l’obiettivo. Chi sarà colpito dalle conseguenze negative sono proprio le aziende particolarmente radicate in Svizzera, perché producono qui o perché i loro costi gravitano qui.

La sicurezza dell’approvvigionamento è a rischio
Finora, la distribuzione di elettricità in Svizzera era contraddistinta da un’elevata sicurezza nell’approvvigionamento. Con il graduale smantellamento delle centrali atomiche svizzere, questa è però messa in serio pericolo, soprattutto nei mesi invernali. La Strategia energetica non è in grado di offrire un’adeguata soluzione alternativa. Tuttavia, la disponibilità sicura di energia è uno dei principali fattori per la competitività per le aziende manifatturiere svizzere, come sottolineato da Hans Hess, Presidente di Swissmem: “Bisogna sempre ribadire: i processi produttivi richiedono energia elettrica, taluni anche in notevole quantità. Non possono sopperire alle benché minime interruzioni di corrente.” Già oggi, durante i mesi invernali la Svizzera deve importare molta energia. L’ampliamento della produzione di energia elettrica, mediante la sovvenzione delle energie rinnovabili, non rappresenta una risposta a questa sfida. Questo perché l’energia prodotta non può essere accumulata per l’inverno. “Questo dimostra chiaramente, che, in fin dei conti, la Strategia energetica 2050 è una strategia volta all’importazione di corrente”, ha commentato il Dr. Beat Moser, direttore di scienceindustries, l’associazione economica della chimica, farmaceutica e biotecnologie. Allo stesso tempo Moser ha messo in guardia: “È possibile che, già nel giro di dieci anni, Germania e Francia non siano più in grado di fornire energia elettrica, in quanto loro stessi diverranno importatori di corrente. Di conseguenza, la sicurezza dell’approvvigionamento per la Svizzera sarebbe messa ancora maggiormente in discussione.”

Sovvenzioni costose e inutili
Sovvenzionando singoli tipi di produzione di energia elettrica, la Svizzera compie lo stesso errore commesso dalla Germania. Con questo si favoriscono tecnologie che non danno un contributo determinante a garantire l’approvvigionamento. E questo con un costo annuo che supera il miliardo di franchi. Inoltre: una volta introdotte, queste sovvenzioni saranno difficilmente abolite, diventando così un fastidio permanente. “L’esperienza politica insegna che le sovvenzioni, inizialmente limitate nel tempo, diventano poi una soluzione permanente. Un circolo vizioso, al quale possiamo contrastare solo rigettando l’attuale proposta di legge”, così ha detto Hans Hess.

Rischio di una marea di regole a “scatola chiusa”
Oltre all’immediato aumento della tassa per le energie rinnovabili RIC, è possibile che, a causa della Legge sull’energia, vi sia l’introduzione di una marea di leggi e regolamenti, che andrebbero a colpire l’economia e la popolazione. Si tenta di vendere al popolo sovrano la proverbiale “scatola chiusa”, in quanto con la Strategia energetica non ci si esprime su come raggiungere i discutibili obiettivi volti alla riduzione del consumo di corrente e di energia. “Bisogna dunque prevedere che, per tutti i processi aziendali, saranno emanate disposizioni di legge, fino al minimo dettaglio. La Legge sull’energia ne conferisce la competenza alla Confederazione, motivo per il quale è opportuno essere estremamente scettici”, ha messo in guardia Roland Goethe, presidente di Swissmechanic, associazione padronale delle piccole e medie imprese del settore metalmeccanico ed elettrico, e ha sottolineato: “Gli oneri amministrativi sono già oggi notevoli, in particolare per le PMI. Molto probabilmente, la nuova Legge sull’energia contribuirà ad aumentarli di molto”. Bisogna partire dal presupposto che, in futuro, diversi settori saranno regolamentati e controllati. Lo Stato potrebbe imporre alle aziende con quali macchinari produrre e richiedere informazioni dettagliate sui consumi del parco macchine. Oppure, lo Stato emana disposizioni relative alla temperatura massima concessa per gli uffici. “Diverse PMI sono confrontate già oggi con le cifre rosse. La Strategia energetica ci lascia all’oscuro su tutto quello che ancora ci dobbiamo aspettare. Non possiamo permetterci una marea di regole che generano un ulteriore rincaro della piazza economica svizzera”, afferma Roland Goethe.

Aumento dei costi sleale e ostile per l’economia
Per poter finanziare le importanti sovvenzioni, si prevede di chiedere ulteriori tasse sulla corrente elettrica. Per Casimir Platzer, presidente di Gastrosuisse, l’associazione dell’albergheria e della ristorazione, è in particolare la distribuzione dei costi ad essere in disequilibrio: “I costi derivanti dalla proposta di legge non sono in alcun modo distribuiti lealmente. Per quanto riguarda i costi, la proposta è ostile alle PMI e al commercio. Altri settori si sono accaparrati notevoli sovvenzioni e possono contare su ordini lucrativi. E noi possiamo pagare.” Il finanziamento rimane soprattutto sulle spalle delle PMI e della popolazione. Questo ha però delle conseguenze per il settore alberghiero, gastronomico e del turismo. Già oggi questo settore soffre di particolare pressione e la Strategia energetica condurrà ad un ulteriore ed inutile indebolimento. Casimir Platzer ha poi tirato le conclusioni: “Una nuova ondata di costi è sleale e nuoce parecchio, in particolare alle piccole aziende. Questo con conseguenze negative per la Svizzera quale destinazione turistica, in particolare per le regioni limitrofe e per quelle di montagna. Per questi motivi, il 21 maggio bisogna respingere la Legge sull’energia."

Informazioni:

Hans Hess, presidente swissmem, 044 384 48 50
Beat Moser, direttore scienceindustries, 044 368 17 44
Roland Goethe, presidente Swissmechanic. 071 626 28 00
Casimir Platzer, presidente GastroSuisse: 044 377 53 53

  
SSSAT diplomati 2017
Allergie: le novità!
Prezzi Equi
Daneil Borner
Assemblea delegati GastroTicino
Strategia energetica: NO
Locali aperti sino alle 02.00
Buona partenza per Ticino Ticket
Acqua Ticino a Tavola per i soci
La BNS abolisce la soglia minima!
Piattaforme prenotazione alberghiera: novità
Réservé
Uova svizzere al sicuro
Diffida al cliente
Ticino Ticket
Sondaggio online GastroSuisse
 
 
 
 
GastroTicino
via Gemmo 11
6900 Lugano
T 0041 91 961 83 11
F 0041 91 961 83 25
info@gastroticino.ch
lunedì-venerdì
08.00-12.00 / 13.00-15.00
GastroTicino 2014
Legal Disclaimer - Credits