Importazioni: il “fai da te” non è sempre conveniente



Per l’esercente non è sempre facile districarsi tra IVA, dazi, contingenti, autorizzazioni e generi di prodotto. Ecco l’articolo pubblicato in dicembre su Réservé su rischi e consigli.

di Nicola Camani
Fiduciario Finadata Consulenza SA, Muralto-Basilea

Importare merce dall'estero è spesso complicato in quanto vi sono merci che richiedono iter di importazione complessi e altre che semplicemente non si possono introdurre sul territorio elvetico senza contingenti o autorizzazioni speciali. Cercheremo quindi di trattare, per tipologia, le merci che si possono fare entrare dall'estero pagando semplicemente l'IVA, quelle sulle quali oltre all'IVA si paga il dazio e quelle per le quali bisogna, oltre a pagare IVA e dazi, disporre di autorizzazioni speciali. Penso all'alcool.
Attenzione che per le dogane vi sono due tipi di importatori di merce. Coloro che lo fanno a titolo privato (per la propria economia domestica) e coloro che lo fanno a titolo commerciale. Per forza di cose un esercente rientra nella seconda categoria e quindi è sottoposto a norme più rigide e severe. Una premessa va fatta: il ristoratore che opera in una realtà locale è giusto e opportuno che favorisca il commercio locale, possibilmente a km 0, in quanto così facendo ha la possibilità di incrementare la propria clientela, preservare l'ambiente e, per quanto riguarda il nostro cantone, offrire prodotti di ottima qualità. Il principio da applicare sarebbe quello del "Spendo dove guadagno".
Se comunque la necessità sussiste, bisogna sapere che se si vuole importare del vino bisogna essere iscritti come importatori all'Ufficio Federale dell'Agricoltura, dopodiché l'importazione sarà soggetta a dazio ed IVA. Per quanto riguarda invece l'importazione di superalcolici bisogna annunciarsi alla Regia Federale degli Alcool, vi è l'obbligo di tenere una contabilità separata per l'acquisto e vendita di alcolici, e l'importazione sarà gravata di IVA e di dazio.
L'acquisto di carne all'estero da parte dell'esercente è praticamente utopico. Bisognerebbe essere iscritti all'Ufficio Federale dell'Agricoltura e ottenere dei contingenti da chi già li ha e che con tutta probabilità non ha intenzione di cederli, con dei costi per le piccole quantità trattate assurdi. Per i salumi è sufficiente essere iscritti all'Ufficio Federale dell'Agricoltura e pagare l'IVA e i dazi in entrata. Anche in questo caso, viste le esigue quantità, i costi rischiano di essere eccessivi. Per importare formaggi basta pagare l'IVA in entrata ed eventualmente il dazio qualora non ci fosse la prova dell'origine.
In conclusione, coloro che vogliono importare dall'estero, devono ancora farsi una domanda. Quanto tempo a livello amministrativo ci vuole per svolgere tutti gli iter previsti dalla legge e quanto costano le varie autorizzazioni e iscrizioni. Il tempo è una delle risorse più importanti per l'esercente, costa parecchio, non è gratuito e neanche infinito. Spesso, quando ci si rende conto di quanto ce ne vuole si capisce che è meglio comprare prodotti a km 0 e se proprio si vogliono utilizzare prodotti esteri, è molto meno caro rivolgersi agli importatori locali che, vista l'elevata quantità di prodotti che trattano, risultano essere meno cari rispetto al "I do it myself".
Comunque, prima di importare a titolo commerciale qualsiasi merce vogliate documentarvi al Centro Informativo delle Dogane, tel. 058 467 15 15.

  
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